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Palau :Continuano le divergenze: I pini di "Palau vecchio"
Ho molto apprezzato i chiarimenti rilasciati a mezzo stampa in merito alla riqualificazione del lungo-mare di "Palau vecchio "dal nostro sindaco il dr. Pietro Cuccu, tengo a precisare che pur non avendo certo un dottorato in materia ambientale cerco di documentarmi al meglio prima esprimere delle personali opinioni sull'operato e sulle scelte politico-amministrative. I Pinus Pinea o pino domestico di cui parliamo hanno una vita media stimata di circa 200-250 anni si sviluppano fino a raggiungere circa 25-30 metri di altezza (per maggiori informazioni basta cercare il nome su internet), quelli tagliati risalgono agli anni 60, avrebbero quindi una età di 40-50 anni considerati quindi alberi adulti.
Come dimostra la foto numero 1 vi sono alcuni metri di distanza tra i due alberi "diradati" (casualmente posizionati di fronte il belvedere soprastante )e quelli ritenuti idonei al lungomare, ergo quindi che lo stesso principio vada applicato per tutti i pini in oggetto, noto però con stupore che così non è, come dimostra la foto numero 2 (primi pini del lungomare distanti dal punto belvedere) questi alberi così ravvicinati tra loro non sono stati inseriti nel progetto di diradamento, mi chiedo quindi come mai in questo caso non si sia applicato lo stesso principio, non ho motivo di dubitare della preparazione in materia, (in quanto laureato in agronomia) ne della buona fede del sindaco, attendo però una risposta esauriente ai leciti dubbi che verrebbero a chiunque osservando l'esecuzione dei lavori citati, dubbi leciti che ritengo essere visibili agli occhi di tutti, frutto di una semplice constatazione dei fatti.
Approfitto dell'occasione di discussione per sollecitare invece la sostituzione degli alberi in via Capo d'Orso in quanto a differenza degli altri sopra citati li i pini con le loro radici si stanno insinuando al di sotto delle abitazioni creando notevoli danni alle proprietà dei residenti.
Ribadisco il termine sostituzione con una alberatura adeguata alla zona, dove i futuri alberi con le radici non vadano a cercare nutrimento in orizzontale quindi verso le abitazioni ma verso il basso.
Per quanto concerne le trecento piante caratteristiche della macchia mediterranea concordo e faccio plauso per l'intento, miglioreranno certamente il verde pubblico della nostra cittadina , ma anche in questo caso mi devo discostare dal metodo di attuazione del progetto nonché per l'organizzazione dei lavori, la foto numero 3 dimostra in maniera eloquente che non è stato eseguito nessun lavoro di ripristino degli scarichi delle acque piovane, passano cavi di ogni genere incanalati in tubi a vista (semi-distrutti arrotolati alla "bell'e meglio") inoltre non è stato eseguito alcun lavoro di sistemazione che predisponesse l'area interessata alla piantumazione prima della fase esecutiva.
Ora mi chiedo come potranno essere salvaguardati quei teneri germogli alti poco piu' di sei o sette centimetri quando in fase di completamento dei lavori vi sarà la necessità di passare tra le piante per sistemare lo sconcio appena descritto visibile agli occhi di tutti ?
Forse sarebbe stato il caso di applicare delle semplici regole di giardinaggio: pulire il terreno da sterpaglie sassi e quant'altro, "rigirare" la terra per favorire la crescita delle radici ,sostituire o sistemare (non a vista) le infrastrutture necessarie , piantare ,seminare ed innaffiare.
Per quanto concerne poi l'invito a leggere la deliberazione n.8/11 del 05/02/2008, in essa non vi ho trovato il "colorito" termine "devastazione ambientale", usato per descrivere un intervento che ritengo essere necessario alla comunità palaese, l'impatto ambientale di quel progetto non ha superato l'esame della commissione preposta, una volontà politica che può essere modificata a seconda del giudizio degli amministratori del momento.
I paesi limitrofi viaggiano spediti nell'indirizzare lo sviluppo della loro economia verso il turismo nautico progettando e realizzando strutture portuali, sono convinto nell'affermare che lo stesso indirizzo andrebbe attuato anche nel nostro territorio, non mi risulta che scogli e posidonia vi siano solo a Palau ma solo qui pare siano intoccabili.
Credo inoltre che due spiagge adiacenti ad un porto turistico ed un porto commerciale per altro spiagge la cui conformazione naturale e già stata modificata dalla sabbia di riporto degli scavi portuali negli anni precedenti (in quanto tutta la zona negli anni 60 era poco piu' di uno stagno) siano da considerarsi delle aree già compromesse per la balneazione, quindi non debbano e non possano impedire ad una intera popolazione di poter crescere e svilupparsi.
Perdonate la "battuta"ma se questa esasperazione nella tutela del territorio fosse stata attuata in tutto il mondo forse oggi vivremmo in un pianeta piu' naturale ma ci ritroveremmo a vivere con i dinosauri .
Ho gia ribadito in altre dichiarazioni che le scelte di impatto ambientale importanti e determinanti per il futuro del territorio debbano essere valutate con attenzione ma non condivido la tutela integrale che pregiudica la possibilità di sviluppo di un intera cittadina.
Lascio ai miei concittadini il giudizio su quanto da me espresso.
Alessandro Colombo,
Consigliere Comunale di Lista Palau
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